La ragazza porta in giro le sue labbra rosse.
Allo sguardo più distratto possono apparire come un riuscito esercizio di trucco. La mano sapiente, civettuola artigiana, il rossetto, elegante cosmetico, e le labbra, sorridenti protagoniste.
Ma un sorriso lievemente ironico si apre naturale, come a far capire che questa percezione non coglie l’essenza del gesto.
La ragazza porta in giro le sue labbra rosse mentre dall’orologio cadono i secondi. Si distaccano e con un tintinnio toccano terra. C’è chi mette dei cuscini, in modo tale che il suono non si senta e le persone possano riposare. O permettersi di non invecchiare. O permettersi di non crescere. O almeno di non farci caso. Questo, però, è un problema per i collezionisti di attimi. Per loro, chi gira le viti del mondo dovrebbe farlo con un certo rumore.
La ragazza porta in giro le sue labbra rosse intinte nel colore delle proprie emozioni, e può baciare tutti i secondi, e lasciarsi sedurre da loro, smascherando la bellezza della loro armonica essenza. Come un giuda innamorato li riconosce a contatto, e li rivela al mondo. I secondi, nel loro silenzioso tragitto, si inumidiscono di un bacio talvolta non dato, talvolta sognato, talvolta sorriso.
La ragazza dipinge sulla tela del tempo con le sue labbra rosse.
Poche, sentite parole. Abitanti dell'anima, spesso visualizzata come un "dentro". Talvolta rimangono sensazioni e non fanno in tempo a cristallizzarsi in parole. Talvolta non vengono sentite e vicino al chiarore del cielo sono trascinate giu' e ancora su in moti convettivi d'oblio, e di ricordo. Talvolta nascono parole, rimangono parole e giocano fra loro fintanto che qualcuno non se ne accorge. Pensieri? Sensazioni? O piu' semplicemente, segnalibri?
sabato, giugno 27, 2009
Racconto - Labbra Rosse
lunedì, giugno 22, 2009
Il declino di Mogol
Il Gran Mogol compariva nelle vicende di Qui Quo Qua e le Giovani Marmotte, ma grande Mogol lo e' stato anche come autore di canzoni. Particolarmente ispirato nel periodo del connubio con Battisti, ma non solo. Una lacrima sul viso... Cervo a primavera... E anche recentemente ha scritto per Celentano alcuni testi che possono piacere o meno (io non ne vado pazzo), ma sono comunque di un certo livello. Poi, ultimamente, il tracollo. Quasi tutti i testi a cui mette mano sono ben poca cosa, per arrivare al culmine con "Essere una Donna" scritta per la Tatangelo, che vale la pena riportare.
Essere una Donna
Con quegli occhi attenti
come spilli ardenti
mi frughi.
Come un lupo attendi
dentro l'anima discendi
indaghi sempre più.
Ti sembro quasi una farfalla
un giocattolo una palla
si da prendere.
Dimmi il tuo amore cosa vale
so che mi vedi come il miele
da mangiare tu
ma ti stai sbagliando sai
io non sono una ciliegia,
Essere una donna
non vuol dire riempire solo una minigonna
non vuol dire credere a chiunque se ti inganna.
Essere una donna è di più, di più, di più, di più
è sentirsi viva
è la gioia di amare e di sentirsi consolare
stringere un bambino forte, forte sopra il seno
con un vero uomo accanto a me
Essere guardata
e a volte anche seguita
mi pesa.
Certi complimenti se son rozzi poi ti senti offesa.
Ti senti come una farfalla
un giocattolo, una palla
da prendere.
Ma non è amore poco vale
sentirsi come il miele
da mangiare no.
Ma ti stai sbagliando sai
sono davvero un'altra cosa.
Essere una donna
non vuol dire riempire solo una minigonna
non vuol dire credere a chiunque se ti inganna,
Essere una donna è di più, di più, di più, di più,
Io non cerco un'avventura
ma il compagno che vorrei
che tra un bacio e una risata
mi farà dimenticare
i problemi intorno a me,
Essere una donna
è vuol dire provare dentro veri sentimenti
e frenare il pianto e il dolore che tu senti
essere di più, molto di più.
Non sono una ciliegia? Un giocattolo, una palla? Ma cosa sta dicendo?
Essere una donna non vuol dire riempire solo una minigonna? In confronto Jo Squillo e Sabrina Salerno erano delle poetesse sopraffine.
Non vuol dire credere a chiunque se ti inganna? Cosa mi comunica questo verso? Che le donne non sono proprio delle emerite stupide? BOH.
Quando finalmente elenca una sfilza di banalità su cosa NON vuol dire essere una donna, dice che essere una donna è "di più, di più, di piùùù". Ah beh.
Sono perplesso, sono fortemente perplesso, pensavo che si fosse toccato il fondo. Poi quest'anno addirittura viene consegnato il premio intitolato a lui, e di cui lui stesso e' responsabile, nientemeno che a Povia per la sua pessima canzone "Luca era gay".
Non so cosa pensare, forse l'avanzare dell'età ha fatto un brutto scherzo al nostro paroliere più noto, sta di fatto che Mogol non è più Mogol. Per me rimane un mistero, e ogni volta che ci penso rimango perplesso.
Altro che Gran Mogol, adesso come adesso preferirei nettamente un testo scritto da Qui Quo e Qua.
lunedì, maggio 11, 2009
Angeli
mercoledì, maggio 06, 2009
La saggezza del mare
Da qualunque porto si vedono sempre almeno due cose: un approdo, e il mare. E il mare è sogno di porti, è un grande saggio che contiene tutte le domande del mondo. Ma risposte, nessuna.
Le risposte non sono interessanti, perché male che vada sono esatte e, male che vada, sono sbagliate. Comunque muoiono quando muore la loro terrestre utilità, o inutilità. La natura incompiuta delle domande, invece, rimane come una saggezza sospesa.
E io questo lo so, perché vivo a Genova, e sono capace di guardare la gente che pesca. Che lancia le domande al mare.
E il mare tace.
mercoledì, febbraio 25, 2009
Il Lanciatore di Cucchiai
venerdì, febbraio 13, 2009
Medaglie neozelandesi
venerdì, febbraio 06, 2009
Umiltà
giovedì, novembre 27, 2008
Se son rose
Fioriranno
Sfioreranno
Sfioriranno.
venerdì, novembre 21, 2008
L’Insegnamento di Sharazad
Il re Sharayar, nella cornice de "Le mille e una notte", prende l'abitudine di sposare ogni giorno una vergine, giacere con lei e ucciderla alle prime luci del mattino seguente. Lo fa con violenza, e rigorosa spietatezza. E' mosso da sentimenti di vendetta, in particolare verso il genere femminile.
Sharazad, figlia maggiore del disperato visir, va incontro al re serenamente. Non cerca di contrapporre violenza a questo re pieno di odio e vorace di vendetta, non si pone sul suo piano.
E' questa l'idea geniale: non vuole sconfiggerlo. Non le serve calpestare un odio, contrapponendo sdegno o ulteriore violenza. Piuttosto le serve abbracciare chi ne e' fonte, e sorprenderlo donandogli amore. Sharazad inizia a raccontare una fiaba. Che dura milleeuna notti e poi per sempre.
E' proprio da una donna della mitologia araba che arriva questo esempio... a un mondo forse troppo impegnato a pensare di avere ragione.
venerdì, ottobre 31, 2008
La paura viene dal basso
Quando si vuole agire sulla paura, non si parla ai cervelli, ma agli stomaci.
E oplà, a pochi giorni dalle elezioni in USA ecco un tipico colpo allo stomaco. Un colpo di fioretto. Si parla di un nuovo video di questo leader di al Qaeda, Abu Yahya, in cui chiede "all’onnipotente" che alle prossime elezioni americane il presidente uscente George W. Bush e il partito repubblicano "vengano umiliati". Quale e' la novita' insomma? Direi nessuna. Nessuna. Non è una notizia, o meglio è una non-notizia. Ma il meccanismo (neanche troppo) sottile è quello di far uscire la (non)-notizia in un momento strategico. Attenzione, Abu Yahya non dice che vorrebbe che vincesse Obama, altrimenti il messaggio sarebbe troppo chiaro. Pero' lo stomaco dell'americano riceve la stoccata, e inizia a fare degli accostamenti. ABU YAHYA = Al QUAEDA = CATTIVO. ABU YAHYA dice male di Bush e DEL SUO PARTITO. Quindi ABU YAHYA si augura che il partito di Bush perda, e quindi si augura che Obama vinca. Quindi AL QUAEDA (cattivo) sta con Obama. Obama cattivo, quasi quasi voto McCain. E dallo stomaco passa al cervello, ormai già confezionata.
Quindi, se davvero Abu Yahya si augurasse la vittoria di Obama, avrebbe fatto bene a stare zitto, perche' sapendo che Al Quaeda non nutre della simpatia di gran parte del popolo statunitense, l'influenza che può dare è al contrario.
Riassumendo, o Abu Yahya è un coglione oppure è stato strumentalizzato. E secondo me un coglione non è. Ammesso che esista veramente.
giovedì, settembre 25, 2008
lunedì, settembre 15, 2008
Burqa tattile
Non voglio parlare di burqa. Voglio solo prenderlo come esempio, per porre una domanda (le migliori, quelle che non hanno contenuta una risposta). Noto che dal punto di vista tattile la nostra società è molto pudica. Con il marito la moglie il compagno ci permettiamo di toccare molte zone del nostro corpo. Con gli amici ci si limita alle mani (per dare la mano o per dare un "cinque"), attimi di labbra per dare un doppio bacino sulla guance, e talvolta le spalle o la schiena (una pacca per complimentarsi, una spinta per scherzare). Con i bambini o i familiari, o con gli amici piu' vicini, talvolta si osa una carezza sulla testa. Con gli estranei talvolta qualche stretta di mano (ma e' gia' un segnale di apertura), spesso ci si limita a scontrarsi per errore sull'autobus quando e' affollato. E cosi' non sappiamo quasi nulla di tattile di persone che magari diciamo di conoscere benissimo. E' come se fossimo avvolti da burqa tattili, che svestiamo solo nell'intimita' e poi indossiamo ogni volta che usciamo di casa. E' cosi' diverso, questo, dai "burqa visivi" che talvolta tanto ci spaventano? O forse la nostra e' una societa' visivamente abbastanza liberale ma tattilmente molto trattenuta?
giovedì, agosto 28, 2008
Alberi
Ebbene sì, si può anche votarla con un voto da 1 a 5 e eventualmente commentarla, chiunque può farlo andando su http://www.yamamay-poesiedamore.it/web/pagine/poesia.asp?ID=6&set= e dopo avere fatto una registrazione indolore (solo email e nick). Ecco la poesia, che non sapevo se chiamare Terra di Emozione oppure Alberi. Alla fine ho preferito Alberi.
Alberi
Protendo le mie dita silenziose
a respirare in questa terra (di emozione?).
Sono un albero,
cieco,
ma sento vicina la tua acqua.
La mia voce non sa gridare ti amo,
e i miei gesti non suscitano compassione.
La mia voce e i miei gesti
sono quelli della foresta,
e il mio fertile pianto
domani sembrerà rugiada.
martedì, luglio 29, 2008
Devo ancora capire...
http://quoquetu.labrute.fr/
Per un "buonista" come me, poi... :-)
martedì, luglio 08, 2008
Serafina
Che dell'amore tace e sogna
(imbarazzo d'amplessi, campane nel cuore)
E' mia nonna.
E' mia nonna?
E' un affresco lontano
Raccontato
Decorato
In ricordi che, da lei toccati, diventano miti.
Quella donna
Che l'amore tramanda e gioca
(geniali pasticci, romantica allegria)
E' mia nonna.
E' mia nonna?
E' un punto all’orizzonte
Visibile
Intenso
In gesti che, da lei percorsi, diventano riti.
Quella vecchia
Che dell'amore sogna e tace
(scrigno di parole, implosione di senso)
E' mia nonna.
E' mia nonna?
E' una distorsione prospettica
Soffocante
Emozionante
In una morte che, alzando lo sguardo, richiama la vita.
venerdì, giugno 06, 2008
Descrizioni, non volute
Nessuno ascoltava le sue descrizioni.
Del resto nessuno le aveva volute.
E a dirla tutta non e' che lei fosse un'aquila.
giovedì, maggio 29, 2008
Descrizione in due caratteri
Inizialmente pensò: IO.
Poi ripensò: SCHIZOFRENICO.
mercoledì, aprile 09, 2008
The Perfect Day

Il 26 Aprile 2008 alla Scuola Holden di Torino ci saranno otto noti scrittori con cui condividere la giornata. Per poter partecipare a queste brevi lezioni degli otto scrittori (Niccolò Ammaniti, Alessandro Baricco, Gianrico Carofiglio, Carlo Lucarelli, Melania Mazzucco, Antonio Scurati, Domenico Starnone, Sandro Veronesi) bisogna però essere selezionati. Come? Mandando un brano di 900 battute descrivendo il proprio "giorno perfetto" e un breve curriculum e sperando di essere scelti.
http://www.scuolaholden.it/sholden/corsi_link.aspx?ID=784
Ecco il testo che ho scritto.
IL GIORNO PERFETTO
Un prato visto da lontano può apparire perfetto. Mai avrei potuto pensare a un declivio così adatto per rotolarsi nella natura, a tuffarsi nel verde e impregnarsi di sole. Certo, da lontano non posso osservare l’ortica che sogghigna in agguato né le palline di cacca lievemente puzzolenti delle bianchissime pecore.
Il giorno perfetto è un giorno lontano... Glorificato sull’altare dei ricordi e depurato per risonanza delle emozioni latenti, o invece immaginato in un possibile futuro, idealizzato per estensione di una costola di pura bellezza.
Ma è la bellezza che voglio guardare nel mio giorno da vivere; senza valutarla attraverso l’unità di misura della perfezione, che innegabilmente non mi parla di quello che c’è, ma di quello che manca.
Voglio rotolare nel verde ed impregnarmi di sole, e scontrare una cacca di pecora che mi ricordi che il prato, e il giorno, non è forse perfetto, ma bellissimo.
venerdì, marzo 14, 2008
Primavera viscerale
venerdì, febbraio 08, 2008
Liste e statistiche
Per quanto riguarda i film, il sito e' http://www.imdb.com . Permette di curiosare su praticamente ogni film esistente, e naturalmente permette anche di interagire attraverso la condivisione di commenti e giudizi personali. Ogni film puo' essere aggiunto alla propria "lista personale".
La mia lista personale si trova al link:
http://www.imdb.com/mymovies/list?l=32269604
Per quanto riguarda i libri, si puo' fare una cosa del tutto analoga, e sul sito http://www.anobii.com/ si possono cercare libri, contribuire alla descrizione di titoli meno noti, e naturalmente creare una propria "Libreria personale" da confrontare poi con quella di amici o sconosciuti (si possono trovare persone con gusti simili ai propri) per cercare spunti per il prossimo libro da leggere o magari per condividere riflessioni sull'ultimo libro letto.
La mia libreria personale si trova al link:
http://www.anobii.com/people/frobbiano/
sabato, novembre 17, 2007
Racconti SMS/13 - Ritratto
lunedì, novembre 12, 2007
Corpus Sanum in Mente Sana?
Il fatto che sia impalpabile e rifiutiamo categoricamente di vedere la nostra mente, o le nostre emozioni, sconfinare al di fuori dai ferrei confini delineati dai nostri tratti somatici? Non potrebbe essere che siamo qualcosa di più grande, con insospettabili intersezioni con chi ci circonda e comunemente è visto come "altro da sé"? E addirittura un corpo sano non potrebbe "risiedere" in una particolare zona mentale-emotiva "sana"? Chissà.
Briciole di Pollicino
Bricola di Pollicino. Ristorante Persiano.
Vicino a casa mia c'è un ristorante persiano. Ottima cucina, atmosfera accogliente. Lo consiglio. "Ristorante Soraya, Via Oberdan 22-24r, Tel: 010321525 - 3404210890, Genova-Nervi".
Briciola di Pollicino. Kebabberia Shahrazad.
La mia amica Stefania Ciancio ha aperto una Kebabberia in via Casaregis, zona Foce, che si chiama Shahrazad. Nome bellissimo, cibo buonissimo! Ecco un articolo di mentelocale.it sulla Kebabberia Shahrazad.
Briciola di Pollicino. Un tuffo nel Chianti.
Lo scorso 2-3 Novembre siamo stati due giorni nel Chianti. Nel senso di zona, non nel senso di vino. Anche se ne abbiamo bevuto un'ottima bottiglia presso l'Agriturismo dove alloggiavamo, ovvero il Borgo Case al Vento. Atmosfera poetica e intima, buona cena! Al mattino, dopo avere visto le capre Cachemere e altri animalini, visita del Castello di Meleto, del Borgo di Ama, per poi arrivare, sempre percorrendo vie sinuose e dolci, a Siena. In serata visita all'ottimo outlet della Cuoieria Fiorentina.
lunedì, settembre 24, 2007
Racconti SMS/12 - Zanzara Vegetariana
mercoledì, settembre 19, 2007
Racconti SMS/11 - In transito
venerdì, settembre 14, 2007
Racconti SMS/10 - Farfalla
giovedì, settembre 06, 2007
Racconti SMS/9 - Cappuccetto Rosso (Abstract)
mercoledì, settembre 05, 2007
Racconti SMS/8 - Felici e Contenti
venerdì, agosto 31, 2007
Totti in nazionale?
Il punto è che in pochi si sono accorti che Totti GIOCA in nazionale. Lui si sente cittadino dell'Impero Romano, il quale include l'Italia. Non e' quindi il caso di una realtà che esclude l'altra, Totti si sente italiano al 100 percento. Ma di un'italia che fa parte di un impero ben più ampio e importante. Ben venga la Champions League, dove potra' sperare di regolare qualche Unno o, in generale, qualche barbaro di paesi lontani. Perche' devi giocare per la tua nazione quando puoi direttamente giocare per il tuo Impero?
sabato, agosto 11, 2007
Racconti SMS/7 - Luna
mercoledì, luglio 25, 2007
Racconti SMS/6 - Matrimonio
giovedì, luglio 19, 2007
Racconti SMS/5 - Qua!
martedì, luglio 10, 2007
Racconti SMS/4 - Assenza
lunedì, luglio 09, 2007
Racconti SMS/3 - Nel Mezzo
venerdì, luglio 06, 2007
Racconti SMS/2 - Tre Fratelli
giovedì, luglio 05, 2007
Racconti SMS/1 - La Sigaretta
mercoledì, luglio 04, 2007
Racconti SMS - Prologo
Non starò a disquisire sul valore della brevitas. Mi piace però l'idea di andare vicino "all'essenza" sottraendo parole. Cesare e il suo "Veni, vidi, vici", gli Haiku giapponesi, le Tragedie in Due Battute di Achille Campanile, le poesie di Ungaretti o i racconti di Monterroso e di Borges hanno un fascino legato anche, o soprattutto, alla loro compattezza. E più una cosa è piccola più è facile da abbracciare, da ricordare, da portare in tasca. Non so se si può considerare la brevitas di Cesare come antesignana del moderno copywriting, però in una società in cui i canoni di espressione e di comunicazione tendono a condividere obiettivi e stimoli ho ritenuto interessante cimentarmi in produzioni "artistiche" brevi. Estremamente brevi, tanto da poter rientrare in quello che può considerarsi l'unità atomica di comunicazione, cioè il singolo sms (160 caratteri). Altro vincolo è che questi scritti, pur nella loro brevità, riescano a raccontare, o almeno implicitamente a contenere, una storia. E questo li distingue dagli aforismi, che non necessariamente raccontano una storia. Senza voler trovare un nome strano li chiamo quindi "Racconti SMS". Molti dei prossimi post saranno dei Racconti SMS. Alcuni mi piacciono di più, altri di meno, alcuni sono più "storie", altri un po' di meno. Sarebbero interessanti e benvenuti i commenti di chi avrà voglia di leggerli, e ancora più interessanti sarebbero nuovi contributi dello stesso genere.Il primo non è mio (e non rientra neanche nei vincoli dei 160 caratteri...). E' una filastrocca che qualche volta mi raccontava mia nonna (in parte la ricordo a memoria, ringrazio Enzo Bartolini per le integrazioni).
Mi piace come in poche parole si racconti una storia, dall'inizio alla fine, incorniciata in un'intera giornata, dall'inizio alla fine.
La Pigrizia andò al mercato ed un cavolo comprò, mezzogiorno era suonato quando a casa ritornò. Mise l'acqua, accese il fuoco, si sedette, riposò. Ed intanto, a poco a poco, anche il sole tramontò. Così, persa ormai la lena, sola al buio ella restò ed a letto senza cena la meschina se ne andò.
(immagine di Carla Francesca Castagno, trovata su http://www.illustratori.it/Staging/Members/ccastagno/Delivery/Art04/Public/Art )
mercoledì, maggio 02, 2007
Anita Garibaldi
Quando Giuseppe Garibaldi vide Anita se ne innamorò subito. Accingendosi ad approcciarla e confidando nelle sue qualità di conquistatore di cuori oltre che di libertà, esclamò con una punta di arroganza:mercoledì, aprile 11, 2007
L'unità di misura del mancante
Prendiamo pertanto la perfezione come modello, e mai come unità di misura. A meno di non voler parlare del Nulla.
lunedì, febbraio 26, 2007
In barba a lui
mercoledì, gennaio 10, 2007
Augusto Monterroso
Cuando despertó, el dinosaurio todavía estaba allí.
In italiano:
Quando si svegliò, il dinosauro stava ancora lì.
Non è però l'unico dei suoi geniali racconti, e a proposito di mitopoiesi ne riporto un altro, non altrettanto breve ma veramente bello, che si intitola La Oveja Negra (La Pecora Nera).
En un lejano país existió hace muchos años una oveja negra
Fue fusilada
Un siglo después, el rebaño arrepentido le levantó una estatua ecuestre que quedó muy bien en el parque.
Así, en lo sucesivo, cada vez que aparecían ovejas negras eran rápidamente pasadas por las armas para que las futuras generaciones de ovejas comunes y corrientes pudieran ejercitarse también en la escultura.
In italiano:
In un lontano paese visse molti anni fa una Pecora nera.
Fu fucilata.
Un secolo dopo, il gregge pentito le innalzò una statua equestre che stava molto bene nel parco.
Così, in seguito, ogni volta che apparivano pecore nere, esse venivano rapidamente passate alle armi, perché le future generazioni di pecore comuni potessero esercitarsi anche nella scultura.
mercoledì, dicembre 13, 2006
Mitopoiesi fast-food
"Mitopoiesi" è una parola che mi è sempre piaciuta. Sostanzialmente perché ha un bellissimo suono. Vuole dire "creazione di miti come attitudine propria dello spirito umano" (Garzanti online).Vuoi farti ascoltare? Vuoi diventare famoso, almeno per un po'? Bene, vai al TG2 e prova a darti fuoco (http://www.repubblica.it/2006/12/sezioni/cronaca/dramma-tg2/dramma-tg2/dramma-tg2.html ), oppure vai ad una trasmissione di Maria De Filippi e inizia a urlare come un tacchino. C'e' anche chi entra in metropolitana a Milano e inizia un numero di lap-dance (http://www.corriere.it/Primo_Piano/
Cronache/2006/12_Dicembre/02/santucci.shtml ), o chi inizia a gridare sui muri immagini e frasi evocative.
Ma nel caso del graffitista Jean-Michel Basquiat il motore della mitopoiesi era un impulso creativo (si dira' piu' tardi artistico, e nella creazione del mito contribuì senz'altro la morte in giovane età e la vita dissoluta) e nel caso della lap-dancer era un'idea casuale, o per meglio dire astutamente studiata; in nessuno dei due casi si può percepire coercizione nei confronti del fruitore. Nel caso dell'uomo che prova a darsi fuoco, invece, c'e' violenza. La percepite la violenza? Sta prendendo in ostaggio se stesso, e chiede un riscatto, chiede di essere ascoltato. Questo inevitabilmente si incastra con il consumismo informativo della nostra società, che si dimentica di condannare un simile gesto ma è bramosa di ascoltare un messaggio così drammaticamente e teatralmente gridato ai media. Ma di chi e' la responsabilità (come spesso ricordo, mi piacciono più le domande che le risposte)? Dell'uomo che minaccia di darsi fuoco o della società che gli dà ascolto solo sotto ricatto? Di Pannella che fa lo sciopero della fame o di un panorama politico che si attiva solo se messo alle strette? Dei conducenti degli autobus "abbonati" allo sciopero del venerdi' o delle controparti che senza certe prese di posizione non sanno dialogare? Non vedete in tutto questo i meccanismi del ricatto, del rapimento e del riscatto, della violenza? Da parte mia se sento qualcuno gridare mi giro, sì, ma dall'altra parte, dalla parte di chi mi parla con pacatezza e, se possibile, con gentilezza.
Trattini di anticonformismo
Ma nella parola anticonformismo dove sta il trattino? A cosa si applica l'"anti" e a cosa l'"ismo"? Se si tratta di anti-conformismo è un discorso, se si tratta di anticonform-ismo è un altro. Mi spiego peggio: parliamo di un atteggiamento che contrasta il conformismo oppure di un atteggiamento che esalta i comportamenti contrari ai costumi correnti? Da vocabolario sembra che il significato "in italiano" sia proprio il secondo: "atteggiamento di rifiuto delle idee e delle consuetudini correnti" (da Garzanti online). Ma allora la situazione si fa, se possibile, ancora più complessa: secondo me andare contro le consuetudini correnti è una forma di conformismo essa stessa: ribaltare i costumi non è forse una maniera di seguirli? Il negativo di una fotografia non esprime forse, seppur in maniera contraria, l'immagine stessa della fotografia stampata? Io mi considero anti-conformista (con i trattino dopo l'"anti"), ma questa parola nel vocabolario italiano non esiste.
venerdì, ottobre 27, 2006
Menzogne milaniste
giovedì, ottobre 26, 2006
Non voglio prendermi i meriti ...
Ecco il link:
Ma allora ditelo che volete la pena di morte
Bravo "Alviero", chiunque tu sia!
mercoledì, ottobre 11, 2006
Un tuffo nel passato
Oggi sono tutto sporco di verdura.
mercoledì, giugno 07, 2006
I dolci troppo soffici?
mercoledì, maggio 31, 2006
Top Some
(unica clausola: non valgono opere dello stesso autore, altrimenti ci sarebbe il rischio di battere troppo su uno o pochi autori)
Le liste non sono ordinate, ma per così dire, a muzzo.
Sicuramente domani riguarderò il post e vedrò che manca proprio il mio preferito di qualcosa! Beh in tal caso aggiornerò la lista...
Naturalmente sarebbe simpatico ricevere come risposta a questo post i vostri "top some" di queste categorie o, perché no, di altre categorie.
FILM
City of Angels
Nuovo Cinema Paradiso
Il favoloso mondo di Amelie
La doppia vita di Veronica
LIBRI - NARRATIVA
Oceano Mare (Alessandro Baricco)
Finzioni (Jorge Luis Borges)
Racconti del Terrore (Edgar Allan Poe)
L'Artista (Gabriele Romagnoli)
Ti Prendo e Ti Porto Via (Niccolò Ammaniti)
La Giocatrice di Go (Shan Sa)
Le città invisibili (Italo Calvino)
Il Piccolo Principe (Antoine de Saint-Exupery)
CANTANTI/GRUPPI MUSICALI
Tiromancino
Prodigy
Roxette
Depeche Mode
Chemical Brothers
SASH!
Roberto Vecchioni
Lene Marlin
Cranberries
Max Gazzé
