lunedì, dicembre 14, 2009

Al Verde

Dopo avere frequentato un costoso corso per migliorare carisma e autostima, rimase al verde ma diventò per tutti il Credibile Hulk.

lunedì, ottobre 05, 2009

Poesia - Le valli dell'ego

Uomo di fiato e sudore
poserai i mattoncini dell'ego
su asfittici percorsi di terra
oppure scarterai alato
le carte di fiori e i regali
e cantando di un'aria indecisa
inventerai i colori del vento?

sabato, giugno 27, 2009

Racconto - Labbra Rosse


La ragazza porta in giro le sue labbra rosse.
Allo sguardo più distratto possono apparire come un riuscito esercizio di trucco. La mano sapiente, civettuola artigiana, il rossetto, elegante cosmetico, e le labbra, sorridenti protagoniste.
Ma un sorriso lievemente ironico si apre naturale, come a far capire che questa percezione non coglie l’essenza del gesto.
La ragazza porta in giro le sue labbra rosse mentre dall’orologio cadono i secondi. Si distaccano e con un tintinnio toccano terra. C’è chi mette dei cuscini, in modo tale che il suono non si senta e le persone possano riposare. O permettersi di non invecchiare. O permettersi di non crescere. O almeno di non farci caso. Questo, però, è un problema per i collezionisti di attimi. Per loro, chi gira le viti del mondo dovrebbe farlo con un certo rumore.
La ragazza porta in giro le sue labbra rosse intinte nel colore delle proprie emozioni, e può baciare tutti i secondi, e lasciarsi sedurre da loro, smascherando la bellezza della loro armonica essenza. Come un giuda innamorato li riconosce a contatto, e li rivela al mondo. I secondi, nel loro silenzioso tragitto, si inumidiscono di un bacio talvolta non dato, talvolta sognato, talvolta sorriso.
La ragazza dipinge sulla tela del tempo con le sue labbra rosse.

lunedì, giugno 22, 2009

Il declino di Mogol

Il Gran Mogol compariva nelle vicende di Qui Quo Qua e le Giovani Marmotte, ma grande Mogol lo e' stato anche come autore di canzoni. Particolarmente ispirato nel periodo del connubio con Battisti, ma non solo. Una lacrima sul viso... Cervo a primavera... E anche recentemente ha scritto per Celentano alcuni testi che possono piacere o meno (io non ne vado pazzo), ma sono comunque di un certo livello. Poi, ultimamente, il tracollo. Quasi tutti i testi a cui mette mano sono ben poca cosa, per arrivare al culmine con "Essere una Donna" scritta per la Tatangelo, che vale la pena riportare.


Essere una Donna

Con quegli occhi attenti
come spilli ardenti
mi frughi.
Come un lupo attendi
dentro l'anima discendi
indaghi sempre più.
Ti sembro quasi una farfalla
un giocattolo una palla
si da prendere.
Dimmi il tuo amore cosa vale
so che mi vedi come il miele
da mangiare tu
ma ti stai sbagliando sai
io non sono una ciliegia,
Essere una donna
non vuol dire riempire solo una minigonna
non vuol dire credere a chiunque se ti inganna.
Essere una donna è di più, di più, di più, di più
è sentirsi viva
è la gioia di amare e di sentirsi consolare
stringere un bambino forte, forte sopra il seno
con un vero uomo accanto a me
Essere guardata
e a volte anche seguita
mi pesa.
Certi complimenti se son rozzi poi ti senti offesa.
Ti senti come una farfalla
un giocattolo, una palla
da prendere.
Ma non è amore poco vale
sentirsi come il miele
da mangiare no.
Ma ti stai sbagliando sai
sono davvero un'altra cosa.
Essere una donna
non vuol dire riempire solo una minigonna
non vuol dire credere a chiunque se ti inganna,
Essere una donna è di più, di più, di più, di più,
Io non cerco un'avventura
ma il compagno che vorrei
che tra un bacio e una risata
mi farà dimenticare
i problemi intorno a me,
Essere una donna
è vuol dire provare dentro veri sentimenti
e frenare il pianto e il dolore che tu senti
essere di più, molto di più.


Non sono una ciliegia? Un giocattolo, una palla? Ma cosa sta dicendo?

Essere una donna non vuol dire riempire solo una minigonna? In confronto Jo Squillo e Sabrina Salerno erano delle poetesse sopraffine.

Non vuol dire credere a chiunque se ti inganna? Cosa mi comunica questo verso? Che le donne non sono proprio delle emerite stupide? BOH.

Quando finalmente elenca una sfilza di banalità su cosa NON vuol dire essere una donna, dice che essere una donna è "di più, di più, di piùùù". Ah beh.

Sono perplesso, sono fortemente perplesso, pensavo che si fosse toccato il fondo. Poi quest'anno addirittura viene consegnato il premio intitolato a lui, e di cui lui stesso e' responsabile, nientemeno che a Povia per la sua pessima canzone "Luca era gay".

Non so cosa pensare, forse l'avanzare dell'età ha fatto un brutto scherzo al nostro paroliere più noto, sta di fatto che Mogol non è più Mogol. Per me rimane un mistero, e ogni volta che ci penso rimango perplesso.

Altro che Gran Mogol, adesso come adesso preferirei nettamente un testo scritto da Qui Quo e Qua.

lunedì, maggio 11, 2009

Angeli

Gli angeli osano trasformare la cordialità in amore. Perché le loro ali sono all'esterno. E possono spiegare le ali al vento. E il vento capisce.

mercoledì, maggio 06, 2009

La saggezza del mare

Da qualunque porto si vedono sempre almeno due cose: un approdo, e il mare. E il mare è sogno di porti, è un grande saggio che contiene tutte le domande del mondo. Ma risposte, nessuna.
Le risposte non sono interessanti, perché male che vada sono esatte e, male che vada, sono sbagliate. Comunque muoiono quando muore la loro terrestre utilità, o inutilità. La natura incompiuta delle domande, invece, rimane come una saggezza sospesa.
E io questo lo so, perché vivo a Genova, e sono capace di guardare la gente che pesca. Che lancia le domande al mare.
E il mare tace.

L'avo scrittore

Il vecchio scrittore scese a fare testamento.
Si senti' male.
Ci lascio' le penne.

mercoledì, febbraio 25, 2009

Wireless Wedding Ring

The wireless wedding ring is a wife-I connection

Il Lanciatore di Cucchiai

Il Lanciatore di Cucchiai sbagliava spesso i suoi tiri, ma anche se era molto più simpatico di suo cugino in pochi lo consideravano.

venerdì, febbraio 13, 2009

venerdì, febbraio 06, 2009

Elementi

I nostri corpi sono sferzati dalla furia degli elementi. E le menti?

Umiltà

Per la loro figlia avevano grandi aspettative e la chiamarono Vittoria, per il loro figlio con maggiore umiltà scelsero di chiamarlo Pareggio.