mercoledì, gennaio 20, 2010

Il Casino del Tempo Immobile

Bussai. TOC. Un colpo. TOC TOC. Due colpi. E via, dentro un casino a cui sarebbe stato d'azzardo mettere l'accento, e metto l'accento proprio sul fatto che l'azzardo era stato tornarci: era un casino di tempo che non ci andavo, nel Casino del Tempo Immobile.
Una volta entrato passai sotto una volta di cera modellata da resti di candele smorzate, che una volta non c'era ma in quel momento c'era. C'era una volta. E la favola ebbe inizio. Mi voltai di scatto e fotografai la situazione, poi bussai alla porta della prostituta. Era aperta.
All'interno rimasi stupito del caldo affresco che campeggiava sulle tende e sulle pareti della stanza, iconografia di rapporti sessuali che sembravano veri: un trombe-l'oeil eseguito con straordinario realismo.
C'era dipinto il risveglio dei cappuccini con la pratica della caffellatio, un caffè che alcuni ritenevano penoso ma era quello che passava il convento, tramandato oralmente da padre in padre.
C'era dipinta la scena 777, per non vedenti con lettura di capezzoli Braille e colpi dati alla cieca e restituiti dalla russa, una generosa roulette di piacere, espressiva ma muta, che si esprime a gesti osceni, o scemi come con il sub a cui la muta sta sempre addosso, e lui fa l'amore ma vuole stare sempre sotto.
Poi si scorgeva dipinta la posizione del giudice: donne latex-togate, a confessare colpe e farsi dare colpi, a invocare pene e venire accontentate, a ricorrere all'appello per partecipare a orge in ordine alfabetico.
Mute a donne mutevoli, colpi a donne colpevoli, malleoli a donne malleabili, il Papa a donne papabili, che morto un Papa se ne fanno un altro, amplessi accavallati, ingarbugliati, con precoci grovigli in cui tutti i nodi vengono al petting; maschi con semi precoci, femmine con seni procaci, ragazze rette con bellissime curve, ragazze rette ad angolo retto per spirito di squadra, gambe, giochi, cuori, mani, occhi accessibili e occhi sbarrati, alluci tesi e ipotesi di alluci, stati di alluci, alluci-nazioni, visioni, euro-visioni, funghi allucinogeni e funghi allupinogeni per aumentare il desiderio, alluci che fungono da funghi, funghi sugli alluci, cesti di funghi fratelli che praticano l'in-cesto, con i minori che risentono di amplessi di inferiorità; un complesso puzzle con voluttuosi incastri, schiacciati da colori pestello, colori accesi, concitati ed eccitati, superbo dinamismo ma ineffabile eternità.
Il suo godere era tangibile e non c'erano calcoli da fare per risolvere la sua espressione di godimento. La soluzione c'era ed era appunto sciogliermi, unirmi all'immensa forza evocativa dell'affresco, ero sopra di lei con tutto il mio peso, e non era capacità quella che mi permetteva di essere all'altezza, era proprio il liberarmi del fardello di misure e dimensioni e volare fuori dalla nostra dimensione con un cavallo a lato, e un alfiere sempre al centro, sulla scacchiera di un mondo nuovo, un mondo e-terno sulla ruota della fantasia, senza regole e di incerta dimensione: 3D? 2D? Un dì, forse, lo sapremo. Punto. Senza Dimensioni. Ma emozioni?.

4 commenti:

chiararobbiano ha detto...

ma è bellissimo! Piunche mi diventi scrittore! CLAP CLAP CLAP

chiararobbiano ha detto...

Bellisimo! E niente melenso. Ma Piunche, non dici niente e mi diventi scrittore, Bravissimo, CLAP CLAP CLAP

Anonimo ha detto...

L'ennesimo clone di Bergonzoni ?

Francesco Robbiano ha detto...

Sì, infatti sono Bergonzoni