martedì, maggio 23, 2006

Caterina

Caterina è mia amica. Da piccoli giocavamo insieme. I segreti prima o poi vengono fuori, e dopo circa 20 anni posso confessare che avevamo una società segreta (di bambini, quindi serissima) chiamata BeChiaFruCa. Benedetto e Chiara sono rispettivamente il fratello di Caterina e mia sorella. "Be", "Chia" e "Ca" sono loro tre, io sono "Fru" perché con "Fra" veniva "Bechiafraca" che suonava male. Felice di avere concesso alla causa una mia A. La parola d'ordine era segretissima. Spero che nessuno degli altri membri me ne voglia, ma oggi la svelo: la parola d'ordine era PESCELESSO. Caterina qualche settimana fa ha avuto un incidente in Sudan e ora è in coma irreversibile. Avevo incontrato Caterina l'anno scorso, dopo parecchio tempo, e l'ho vista straordinariamente serena e contenta di ciò che faceva (con le sue competenze di avvocato collaborava con Emergency). Pensando alla sua situazione, stabile e vegetativa, viene talvolta da chiedersi se è stato meglio così oppure se fosse morta. Io non lo so e penso che non è dato a nessuno di saperlo, del resto anche nei casi più estremi la vita non ammette paragoni tra due situazioni di cui una è e una no. So soltanto una cosa: io penso molto a lei, e per me non è come se fosse morta. Ognuno ha un modo proprio di scambiarsi energia, la parola più comune è "pregare". Ebbene io prego con lei (non solo PER lei, perche' percepisco uno scambio) e sento qualcosa che viene da lei, anche se non mi può parlare, anche se non mi può guardare, anche se non mi può fare un cenno di assenso. Ma è viva.

1 commento:

Chiara ha detto...

Scrivi delle belle cose fratellino...