lunedì, settembre 15, 2008

Burqa tattile

Non voglio parlare di burqa. Voglio solo prenderlo come esempio, per porre una domanda (le migliori, quelle che non hanno contenuta una risposta). Noto che dal punto di vista tattile la nostra società è molto pudica. Con il marito la moglie il compagno ci permettiamo di toccare molte zone del nostro corpo. Con gli amici ci si limita alle mani (per dare la mano o per dare un "cinque"), attimi di labbra per dare un doppio bacino sulla guance, e talvolta le spalle o la schiena (una pacca per complimentarsi, una spinta per scherzare). Con i bambini o i familiari, o con gli amici piu' vicini, talvolta si osa una carezza sulla testa. Con gli estranei talvolta qualche stretta di mano (ma e' gia' un segnale di apertura), spesso ci si limita a scontrarsi per errore sull'autobus quando e' affollato. E cosi' non sappiamo quasi nulla di tattile di persone che magari diciamo di conoscere benissimo. E' come se fossimo avvolti da burqa tattili, che svestiamo solo nell'intimita' e poi indossiamo ogni volta che usciamo di casa. E' cosi' diverso, questo, dai "burqa visivi" che talvolta tanto ci spaventano? O forse la nostra e' una societa' visivamente abbastanza liberale ma tattilmente molto trattenuta?

3 commenti:

Federico Marchesi ha detto...

Hai un sacco ragione. Infatti una principali difficoltà che ho notato per chi si avvicina all'Improvvisazione Teatrale è proprio questa: la gente, mediamente, ha il terrore (o il tabù) di toccare gli altri, di abbracciarli, di accarezzarli, di massaggiarli.

Se servono spesso anni di "esercizio" per rendere questi gesti così belli anche facili da fare! :-)

Francesco Robbiano ha detto...

Esatto. Tra l'altro c'è il danno e la beffa. Chi non ha questa "capacità di toccare", alla fine viene convinto a considerare chi invece questa capacità la ha "un porco". Così certe volte sull'autobus verrebbe istintivo abbracciare un signore o una ragazza o un bambino, ma poi pensi che magari ti considererebbe "un buliccio" o "un porco" o "un pedofilo", e allora spesso rinunci... che peccato!

Francesco Robbiano ha detto...
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