mercoledì, settembre 22, 2010

La coca cola

(poesia con cui ho partecipato al Secondo Poetry Slam di Genova, 24 Febbraio 2010)

LA COCA COLA

La ricetta segreta
Della fabbrica di Atlanti
è reggere il mondo sulle mie palle
Come un dio annoiato
Che si crede onnipotente
E quindi stanco
Di vincere sempre

... CRACK!
Fumo la coca,
e la coca cola
nelle mie vene poetiche,
ma solo un po’ etiche
perché mi sento
come un dio annoiato
che si crede onnipotente
al di sopra della morale,
una morale che scoprirò alla fine
perché adesso piscio parole
perché adesso mi sento un campione,
un campione d’urina
e vado all’antidoping
ma non mi beccano perché sono dio
anche se la coca cola
e butto nel cesso la verità
e tiro la catena
di Sant’Antonio
perché preferisco lo spettacolo alla realtà
e la coca cola
nel mio cervello
e penso come dio
piscio parole di onnipotenza
non è latrina, è latrinità
nel nome del padre, del foglio
e dello spirito, tanto
perché la coca cola
in terre di sproloqui
e involontaria omertà
dove il silenzio ha senso
per non parlare solo di ciò che appare
nella valle dell’ecco!
E la coca cola
Anche nel mio cuore
Che batte all’incazzata
Veloce ma cattivo
E vorrei fare il turbo
Perché in amore vince chi rugge
Ma forse al cuore non si domanda
Perché risponde dio

E all’improvviso mi accorgo
che non ci riesco mica
A reggere il mondo.

Io non la so la ricetta segreta
Della fabbrica di Atlanti.
So soltanto che la coca cola.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Scrivere andando a capo e scrivere poesia sono cose molto diverse, ma sembra che questo dettaglio non interessi a nessuno...

Francesco Robbiano ha detto...

Secondo me invece questo dettaglio interessa a molti, ma non in molti hanno capito in che cosa consista questa differenza. Probabilmente tra questi "molti" ci sono anche io. Se tu o altri hai o avete idee o (peggio) certezze, sulla natura di questa differenza, sarei grato se commentaste in tale senso.