giovedì, ottobre 07, 2010

Poesia Emetica

(poesia con cui ho partecipato al Quarto Poetry Slam di Genova, 26 Maggio 2010, arrivando secondo)

POESIA EMETICA

Il mio nome è Bond.

Mi hanno chiesto di scrivere in versi e allora
Bang, gulp, uuuuuuhhh, sdeng, ratatatatatatà, bleah.

Cara la mia poesia,
per adesso fai schifo,
ma non temere:
è proprio questo l’obiettivo.

Mi hanno chiesto di scrivere in versi e allora
Scriverò poesie emetiche.
Emetiche, ovvero poesie
che fanno vomitare.

Mi hanno chiesto di scrivere in versi e allora
Non voglio essere abile ma labile,
voglio scivolare sul vomito,
pattinare sullo schifo.
E scrivere di rigetto,
per chiedere al panettiere un filone poetico
e vomitarlo sotto i suoi occhi,
ovvero sugli zigomi,
con la solita scusa degli sbocchi culturali,
e andare via, senza neanche cagare.

Mi hanno chiesto di scrivere in versi e allora
ho conato nuovi termini,
ho creato i cacofonemi,
fatti di munfugli,
di slipandri,
di bruzzi,
di farlusci,
di chiazzagli,
di rumolli,

Fatti di quello che vogliono,
basta che vòmitino e facciano vomitare,
per mostrare la differenza tra la catarsi e il catarro,
tra la colpa e la vergogna,
tra l’automa e l’autore,
tra l’autore e l’autorimessa,
tra l’autorimessa e rimettere in auto,
tra rimettere in auto e rimettersi in moto,
girando la chiavetta d’accensione dei sensi
per riuscire a discernere
tra avere senso e fare senso,
tra il cuore visto da fuori e lo stomaco visto da dentro,
tra l’indignazione
e metterci per una volta un piede dentro a questa pozza di schifo.

Il mio nome è Bond.
Nausea Bond.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Eravate in due al Poetry Slam ?

Francesco Robbiano ha detto...

Certo, come hai fatto a indovinare?